Michela Murgia – Accabadora

Vantaggi:
Scorrevole e piacevole
Svantaggi:
Nessuno
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Sì, assolutamente. l'Italia è piena di storie di questo tipo, e questo libro descrive molto bene questa figura sarda
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In Sardegna, fino a circa la metà degli anni ’50, esisteva la figura dell’accabadora.
Ma chi è l’accabadora?

“Sa fimmina accabadora” (chiedo scusa agli amici sardi se l’ho scritto male) era una donna che veniva chiamata nelle case delle persone meno abbienti che non potevano permettersi un medico.

Quando veniva chiamata?

L’accabadora veniva chiamata quando il malato, terminale, voleva smettere di soffrire. Ecco quindi che arrivava l’accabadora, vestita di nero.
Veniva chiamata dalla famiglia del malato di richiesta, spesso, del malato spesso per porre fine, appunto, alle sue sofferenze.

L’accabadora arrivava “armata” di un lungo bastone di legno con il quale dava il colpo di grazia al malato, oppure lo soffocava con il suo stesso cuscino. Sembra che questa figura, inoltre, fungesse anche da balia, vestendosi di bianco quando doveva far nascere un bambino (in merito, ci sono opinioni discordanti).

Il libro di Michela Murgia è molto ben articolato, la lettura è scorrevole, molto piacevole per gli amanti del genere. Insomma, si legge tutto d’un fiato.

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